Pettorina e guinzaglio

La nostra scuola promuove l’utilizzo della pettorina, preferibilmente ad H, e del guinzaglio lungo 3 metri con doppio moschettone, accorciabile quindi ad un metro e mezzo, per moltissimi motivi. Innanzitutto per il rispetto del benessere psicofisico dell’animale, perché il collo è una zona estremamente sensibile. Tutti i collari infatti possono soffocare, specie se il cane tira. L’uso prolungato di un collare, e a maggior ragione di quello a strozzo, (è un cappio che si stringe intorno al collo quando il cane tira) può causare seri danni all’ apparato muscolo-scheletrico (esistono degli studi in merito) perché crea un senso di soffocamento, inoltre, può rendere il cane confuso, spaventato e irritato.

Inoltre il collo riveste un ruolo importantissimo nell’ambito del comportamento sociale: i cani, nel momento in cui approcciano un conspecifico utilizzano dei segnali per indicare la loro pacifica intenzione di conoscere l’altro, ad esempio si avvicinano lentamente facendo una piccola curva, abbassano la testa, distolgono lo sguardo. Se il nostro cane indossa un collare e un guinzaglio corto gli impediamo di compiere questi rituali di approccio perché, nel momento in cui il cane fa per avvicinarsi all’altro, soprattutto se tira,  la testa si solleva, il petto si “apre”, non gli permettiamo di curvare ma lo facciamo avvicinare con una traiettoria diritta, facendogli pertanto assumere un atteggiamento che può essere interpretato dall’altro cane come offensivo. E’ così che spesso nascono le liti al guinzaglio.

Per ovviare a tutti questi problemi è consigliabile utilizzare una pettorina. Ci sono allevatori, addestratori, educatori, negozianti e addirittura veterinari  che purtroppo sconsigliano l’uso della pettorina, specie con cani di taglia grande, dicendo che può portare problemi alle spalle e che è solo con l’uso del collare, e in particolar modo di quello a strozzo, che il cane impara a non tirare, pensando che, per risolvere il problema, sia sufficiente agire sul sintomo quando invece è sulla causa che bisogna lavorare!

Esistono tuttavia dei modelli di pettorina che non sono consigliabili perché creano fastidio, ad esempio la classica scapolare o la costrittiva, che passano sotto le ascelle, e possono creare problemi all’articolazione della spalla.

Ricordiamo però che la pettorina non è l’ennesima trovata per non far tirare il cane. I motivi per cui un cane tira al guinzaglio sono molteplici. Non diciamo certo che se un cane tira al guinzaglio e gli viene messa la pettorina non tirerà più da un giorno all’altro, anche se può capitare che questo succeda, perché il problema del tirare a volte è dovuto al fatto che il cane si sente strozzato, prova disagio e per cercare di sfuggire a questa tensione tira; nel momento in cui gli viene messa la pettorina non sentendo più la stretta al collo si rilassa e inizia a camminare senza più tirare. Si tratta prima di tutto di individuare la causa che porta il cane a tirare e risolvere quella, perché agire sul solo sintomo non porta alla soluzione.

Il modello  di pettorina che consigliamo è quello ad H con distanziatore, una fascia sopra la schiena e una sotto la pancia. Lascia le spalle e le scapole libere ed è molto comodo da indossare. E’ inoltre regolabile, ha due ganci per l’apertura e la chiusura lateralmente e due anelli superiori uno dei quali è quello dove si aggancia il guinzaglio (vedi foto).

Indossando la pettorina, quando il cane tira e deve essere trattenuto, la pressione si distribuisce sullo sterno e sul torace senza produrre dolore, senso di costrizione, limitazione dei movimenti o altri disagi. Le due fibbie di aggancio e la loro posizione fanno sì che mettere e togliere la pettorina sia facile e veloce sia per il proprietario che per il cane e non si è costretti a manipolare il cane per la vestizione. Inoltre, si aumenta la somestesi nel cane, cioè la consapevolezza del proprio corpo, perché agisce su torace, schiena e i fianchi. Un soggetto più consapevole del proprio corpo è anche più sicuro di sé, quindi, più pro-attivo e prosociale.

Con la pettorina si migliora inoltre la comunicazione del cane quando si trova al guinzaglio e la relazione con il proprietario, aumentando fiducia e intesa nel binomio, evitando equivoci spiacevoli come offese involontarie provocate dal guinzaglio che va in trazione sul collare.

La pettorina può essere presentata al cane sin dal primo momento dell’adozione, quando inizia con noi le prime esplorazioni fuori dal contesto domestico, generalmente intorno ai due mesi/ due mesi e mezzo. Soprattutto i cuccioli, nei primi giorni dall’adozione, quando vengono portati fuori sono o molto incuriositi o spaventati dal mondo. In ogni caso avranno necessariamente un’andatura disordinata. Spesso si fermano e si rifiutano di camminare, perché qualcosa li incuriosisce o li preoccupa. Il proprietario in questo caso, fa spesso l’errore di forzare il cane strattonandolo con il guinzaglio. Il cane non solo vive male gli strumenti di gestione, ma marca in maniera negativa situazioni e contesti che vive magari per la prima volta.

Il guinzaglio non deve essere uno strumento per trascinare il cane da una parte all’altra ma deve essere una semplice cintura di sicurezza per impedire che il cane finisca in situazioni di pericolo e per dare al cane la possibilità di perlustrare durante la passeggiata, piuttosto che di avvicinarsi ad un proprio simile avendo tutto lo spazio necessario per l’interazione.

Il guinzaglio ideale è una semplice fettuccia di 3 m, piatta per un maggior comfort e una presa migliore. Meno bene vanno i guinzagli detti “da addestramento”, quelli con gli anelli per fissare le diverse misure, perché c’è il rischio che si possano impigliare e perché, soprattutto in cani di piccola taglia, sono pesanti. Assolutamente da evitare quelli corti (più è corto meno libertà di movimento ha il cane e maggiore è la frustrazione, meno spazio ha per annusare o per conoscere un altro cane) . Sconsigliamo i guinzagli flexi perché sono scomodissimi da tenere in mano, si corre il rischio di farsi male alle mani per via della fettuccia fine e tagliente oltre ad essere a volte pericolosi. (Pensiamo ad esempio a cosa può succedere se il guinzaglio è al massimo dell’estensione, il cane ha appena attraversato la strada e sta sopraggiungendo un’auto! Oppure se ci scivolano dalla mano e il flexi non è bloccato possono finire addosso al cane facendogli prendere  un bel spavento!)

Inoltre il guinzaglio di 3 metri con doppio moschettone può essere accorciato al metro e mezzo, che è la misura massima richiesta per legge.

 

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